Microsoft, ecco la console che si emoziona con te
Con il suo controller con sensori di movimento da agitare volta per volta come una racchetta da tennis o come una spada, è stata la prima a tentare di assomigliarci dato che tutti possono usarla senza dover imparare alcunché.
Possiamo quindi cominciare a immaginare un futuro nel quale il lavoro dei game designer e degli sceneggiatori di giochi non sarà più quello di costruire invasioni aliene o luoghi pieni di zombie.
Si concentreranno invece nel dare forma a personalità digitali complesse da inserire poi in ambienti digitali così articolati e fusi con il nostro che magari non avranno nemmeno più bisogno di una trama precisa.
O, al contrario, se i progetti di Molyneux dovessero restare in buona parte su carta, ci ritroveremo con uno strambo Tamagotchi che fa solo finta di ascoltarci perché ostacolato da troppi limiti tecnici e da una programmazione superficiale.
Fonte: www.repubblica.it
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